mercoledì 31 dicembre 2014

NIKOLAJ RIMSKIJ-KORSAKOV. Sinfonia n. 2 detta "Antar", op. 9.

In realtà si tratta di una "Suite sinfonica" che, solo inizialmente, l'autore denomina "Sinfonia n. 2". Scritta nel 1868, ebbe la sua prima nel 1869 presso la Società Musicale Russa di San Pietroburgo (3 revisioni: 1875, 1897 [la definitiva, quella che ascoltiamo] e 1903 [slo per richiesta dell'editore]). Eccellente manufatto - basato sulla moda di un certo orientalismo di maniera - che rivela le superbe capacità di orchestrazione da parte del compositore russo. Punto di riferimento focale, è la Fantastica di Hector Berlioz, vista l'attitudine di affidarsi ad un tema ricorrente (ricordate l'idèe fixe?). La sinfonia racconta la storia fiabesca del poeta guerriero Antar e della Fata Regina Gul-Nazar (per la trama, clicca qui). Quanto al bitematismo narrativo, teso a rappresentare musicalmente la vicenda dei protagonisti, vi invito a leggere qui.

L'opera si articola in 4 movimenti: il primo illustra l'episodio iniziale, gli altri tre le ricompense (vendetta, potere e amore).




LARGO - ALLEGRO GIOCOSO (00:00) - Inizio in crescendo con archi, fiati e timpani: è l'aspro territorio desertico in cui si trovano le rovine di Palmira. Il tema di Antar che avvista la gazzella è introdotto dalle viole, quasi contornato da un pigolio di flauti accoppiati agli archi e ai violini. Poi, appena Antar riesce a sopraffare la fiera che attenta alla vita della povera gazzella, Rimskij-Korsakov ci mostra la scena affidandosi ai violini e ai fiati. Basta poco ed ecco la Fata Regina in sogno: è annunciata da un 3/4 orientaleggiante di flauti e corni. I due temi - quello virile di Antar e quello delicato di Gul-Nazar - vengono replicati anche nei movimenti successivi.

ALLEGRO - MOLTO ALLEGRO - ALLARGANDO (11:39) - Antar sfoga la propria vendetta: si tratta da una serie di variazioni del suo tema in uno sferzante allegro in crescendo, rafforzato da ottoni e timpani, quasi ad esprimere un'ingente forza aspra e selvaggia.

ALLEGRO RISOLUTO ALLA MARCIA (17:05) - Antar scopre la gioia del potere. Il movimento si sviluppa attraverso una brillante marcia orientale (attenzione ai colori orchestrali: sono già quelli di Sheherazade e del Capriccio Spagnolo). Mirabili gli squarci cantabili che si aprono in mezzo alla macchina ritmica del movimento: il tema di Antar emerge come una sorpresa insieme a quello della Regina.

ALLEGRO VIVACE (22:32) - Il piacere dell'amore: la Regina, però, percepisce che Antar si è stancato di lei, così lo abbraccia in maniera disperata, nel fuoco della passione. Rimskij-Korsakov risolve l'episodio con un intreccio dei due temi in un sobrio e raffinato avvitamento melodico e armonico che conduce alla struggente conclusione.

Riguardo alle ascendenze sonore, diverse sono le opere verso cui Rimskij-Korsakov avrebbe guardato, oltre alla Fantastica; eccovi un breve elenco, con tanto di link (nel caso siate curiosi di ascoltarne alcune note):
Berlioz: Aroldo in Italia
Glinka: Ruslan e Ludmila
Liszt: poemi sinfonici
Balakirev: Ouverture Ceca e Tamara
Wagner: Faust (ouverture)
Cui: William Ratcliff

sabato 13 dicembre 2014

NIKOLAJ RIMSKIJ-KORSAKOV. Sinfonia n. 1 in Mi minore, op. 1.

Scritta tra il 1861 e il 1865, si tratta di un lavoro passato sotto l'attenta guida del maestro Balakirev. La prima a San Pietroburgo nel dicembre del 1865. Rimskij-Korsakov, però, la revisionò, tanto che noi oggi ascoltiamo l'edizione del 1884 (che passa dalla tonalità di Mib minore a Mi minore).
I primi schizzi prima del 1859, anno in cui il suo maestro di composizione, Theodore Camillé, lo mette in contatto con Balakirev, che lo invita a scrivere il primo movimento. Nel 1862, Rimskij è un ufficiale della marina zarista che viaggia in lungo e in largo per il globo: sulla nave, durante i momenti di libertà, mette mano ad una partitura che cresce giorno dopo giorno; durante un breve soggiorno in Inghilterra, compone il movimento lento. Tornato a San Pietroburgo, aggiunge il Trio allo Scherzo e completa il lavoro che verrà accolto con successo.
Tra le fonti di ispirazione, in primis la Sinfonia Fantastica di Berlioz e il Manfred e la Sinfonia n. 3 di Schumann, quindi la Jota Aragonesa di Glinka, l'ouverture Re Lear di Balakirev.


LARGO ASSAI- ALLEGRO (00' 00") - Attacco quasi brahmsiano. Nonostante Cui definisca quest'opera la "prima sinfonia russa", qui si sente profumo di Germania. E' un Largo agitato da qualche ricordo beethoveniano stemperato di Sehnsucht romantica. Il soffice lavorio di legni e archi si apre verso l'Allegro bitematico. Il primo motivo è baldanzoso e mosso, ritmicamente, da figure semplici, brevi e ripetute; il secondo episodio ha un profilo più "cantabile" affidato al clarino e ripreso dagli archi. Siamo dentro la forma sonata. Pur timidamente, l'approccio alla presunta materia russa risulta ancora superficiale, forse a causa di un bitematismo piuttosto scolastico ma da cui è già possibile intravedere un gusto assai personale per soluzioni coloristiche originali.

ANDANTE TRANQUILLO (09' 58") - Siamo al movimento lento. Il tema - fornito con entusiasmo filologico da Balakirev - si basa sulla melodia di una canzone popolare (Pro Tatarski Polon ovvero I prigionieri tatari). Il melos russo si inserisce con naturalezza nello standard libero, rapsodico e arioso del secondo movimento: umori simili si possono già riscontrare nelle pagine contemporanee di Borodin e diverranno ingrediente prioritario dei futuri quadri sinfonici. Da un lato si assiste al rispetto per la tradizione sinfonica, mentre dall'altro si avverte il tentativo di rinnovare musicale colto con additivi popolari. Negli episodi più lirici non mancano similitudini con il Tchaikovskij della Sinfonia n. 2.

SCHERZO. VIVACE, TRIO (19' 47") - Scatti scherzosi memori della Sinfonia n. 9 di Beethoven attenti, però, ad una centralità melodica dal profilo quasi coreutico. Siamo al cospetto di una pagina scolastica e giovanile, ma vale la pena non sottovalutare il felice gioco di incastri e dosature dinamiche, quasi sprigionate dal controllo di un compositore maturo (ma stiamo parlando di un giovane artista... ).
Il Trio si regge su un apparato melodico assai semplice: una sorta di dialogo tra gli archi e i legni, animato dallo spirito della variazione.

ALLEGRO ASSAI (24' 43") - Finale in linea con i protocolli della classicità tardoromantica con qualche licenza: Rimskij sviluppa temi quasi cantabili, vagamente russi in un susseguirsi di contrasti nel rispetto della forma sonata. Da evidenziare il pregevole lavoro - pur ancora acerbo - armonico, avviato da un brillante gusto contrappuntistico tra fughe, sviluppi e trame imitative, il tutto al ritmo di un dondolante 3/4. Sul versante timbrico, le classi strumentali assumono ruoli ben precisi che tendono a definirsi battuta dopo battuta, come se prendessero in consegna le note assegnate dal compositore. Lo scopo? Valorizzarle al massimo attraverso il timbro più adatto. Siamo solo all'inizio e, forse, abbiamo già scoperto il segreto dell'opera di Rimskij-Korsakov. [Riccardo Storti]

sabato 29 novembre 2014

Dargomyžskij! Chi è costui?

Quando si parla di musica russa dell'Ottocento, lo si dimentica spesso. Anzi, aggiungo senza remore: lo si ignora. Si parte con Glinka e poi si salta ai Cinque, di cui, però, se ne ricordano solo 3 ("Allora... Musorgskij, Rimskij-Korsakov, Borodin... e gli altri 2?"... il pedante di turno sbotta: "Balakirev e Cui!")
Tra Glinka e i Cinque, c'è lui:  Aleksander Sergeevič Dargomyžskij, soprattutto operista. Ma anche ideologo musicale. Sentite che scriveva all'epoca: "I suoni debbono valere come espressione musicale della viva parola. Io voglio in ogni momento la verità" (tratto da Pestalozza, La scuola nazionale russa, Milano, Ricordi, 1958, pag. 55.)
Il buon Dargomyžskij punta ad un'opera nazionale russa e la coralità russa tradizionale del popolo è l'elemento centrale di tutta la sua produzione musicale. Tale fulcro diventerà nodale e imprescinbile per la crescita dei Cinque: pensiamo al poema sinfonico di Balakirev, alle sinfonie di Borodin e all'esotismo di Rimskij-Korsakov. L'approccio corale non è solo una questione vocale ma anche di prassi orchestrale, questa la lezione più cogente di Dargomyžskij, il cui erede sarà Musorgskij. Sì, dietro al Boris si nascondono la Rusalka e Il convitato di pietra.
Ma Dargomyžskij ci sapeva fare anche con le comnposizioni strumentali per orcherstra. Lo si era già notato in Rusalka:




Inoltre il compositore fu uno dei primi a dedicare una pagina musicale alla strega Baba Yaga, figura assai popolare dell'immaginario slavo, prima di Musorgskij e Ljadov.




Buona visione e buon ascolto!

martedì 11 novembre 2014

In compagnia di Nikolaj... quest'anno si vola con il calabrone

Ci siamo quasi. Martedì 18 novembre inizia il nuovo corso di Storia della Musica presso l'Unitre di Genova. Quest'anno siamo in Russia e ci dedicheremo al magistero sonoro di Nikolaj Rimskij Korsakov... ma non solo.
Per completezza, vi passo il programma, sicuro di incontrarvi nuovamente - come sempre - numerosi ed entusiasti.

L'inventore del "colore" in musica: la rivoluzione orchestrale di Nikolaj Rimskij-Korsakov.

·         Le sinfonie
·         I poemi sinfonici
·         Le suite strumentali dalle opere liriche
·         Altre composizioni strumentali
·         Rimskij-Korsakov orchestratore
·         Gli allievi russi: Glazunov, Ljadov, Taneev, Ippolitov-Ivanov, Lysenko, Kapp, Arenskij, Spendiaryan e Stravinsky.
·         L'influenza di Rimskij-Korsakov nella musica strumentale del Novecento (Respighi, Debussy, Ravel e Dukas).


 Nei prossimi giorni, come sempre, aggiungerò un po' di risorse per conoscere meglio il nostro eroe. [R.S.]

lunedì 10 marzo 2014

OTTORINO RESPIGHI - Le fontane di Roma



Le fontane di di Roma di Ottorino Respighi costituiscono il primo tassello della trilogia di poemi sinfonici dedicati all'Urbe. Vennero composti nel 1916 ed eseguiti per la prima volta al Teatro Argentina di Roma l'11 marzo del 1917 sotto la direzione del Maestro Antonio Guarnieri.
Il plot narrativo si basa sostanzialmente su una serie di sensazioni (anzi impressioni) percepite dal compositore attraverso l'osservazione di quattro note fontane cittadine in quattro momenti diversi della giornata. 

La Fontana di Valle Giulia all'alba (Andante Mosso) - La melodia dell'oboe sembra rincorrere un motivo popolare, a cui risponde un altro "canto", quello del clarinetto, evocando così un paesaggio pastorale sul fare del giorno. Si tratta di un quadretto di chiaro impianto impressionista, mosso dall'ondeggiare sottotraccia degli archi che, qua e là, sembrano lasciare emergere motivi arcaici. Tra i referenti coloristici (ma anche armonici), la scuola francese del primo Novecento (Debussy in testa), ma anche quella scoria di verismo più sensibile alle suggestioni d'Oltralpe (Puccini).



La Fontana del Tritone al mattino (Vivo, Un poco meno allegretto, Più vivo gaiamente) - La fontana del Bernini che quasi si anima di creature plastiche, pronte a danzare tra gli spruzzi. L' "impressione" è resa in maniera eloquente dallo squillo di tromba e dallo zampillio imitato dal registro alto dei legni. E' un movimento di danza che tiene conto della lezione del Tchaikovskij coreutico, ma anche dell'Holst de I pianeti (Mercurio, il messaggero alato). Da non trascurare una vena leggera, riconducibile al Richard Strauss più leggiadro e meno imponente.



La Fontana di Trevi al meriggio  (Allegro moderato, Allegro vivace, Più vivace, Largamente, Calmo) - Si palesa, già dalle primissime battute, un tema solenne, retorico... in una parola "straussiano" (un'anticipazione di quanto ascolteremo nell'episodio apicale de I pini presso una catacomba da I pini di Roma). Eppure, al di là del disegno tematico deciso, l'attività contrappuntistica dei fiati vivacizza ulteriormente questa pagina, mentre "sotto" agisce instancabile l'ipercinetico cromatismo degli archi dal DNA a tratti wagneriano. L'eclettico Respighi parla anche Tedesco (oltre che Russo e Francese).



La Fontana di Villa Medici al tramonto (Andante, Meno mosso, Andante come prima) - Siamo nell'ora della nostalgia, quindi ci vuole un motivo che si sviluppi a poco a poco con passo indefinito, solleticando soluzioni melodiche di sapore cromatico. Partono gli archi, a ruota i legni in un'atmosfera quasi onirica, sognante. Respighi, per inscenare al meglio un simile clima, si affida all'esperto ABC di Debussy e Ravel. Il descrittivismo dell'evento trasmette una natura che si affievolisce fino al silenzio. Anticipazioni di disegni musicali ideali per la futura colonna sonora. Tracce di sonorità paleocinematografiche indicano una strada che porta a future stazioni. Una di queste si chiamerà Nino Rota.
[Riccardo Storti]

 

Credit fotografico: Antonio Passaseo

mercoledì 26 febbraio 2014

Da IL TEMPO E LA STORIA: una monografia su Wilhelm Furtwängler

La trasmissione IL TEMPO E LA STORIA ha dedicato una puntata al rapporto tra la musica e il nazismo, incentrata sulla biografia del direttore d'orchestra (e compositiore) Wilhelm Furtwängler. "Incolliamo" qui sotto la puntata integrale:



Buona visione.
Nel caso vi fossero problemi tecnici, potete andare direttamente alla pagina del documentario (cliccate qui)