lunedì 10 marzo 2014

OTTORINO RESPIGHI - Le fontane di Roma



Le fontane di di Roma di Ottorino Respighi costituiscono il primo tassello della trilogia di poemi sinfonici dedicati all'Urbe. Vennero composti nel 1916 ed eseguiti per la prima volta al Teatro Argentina di Roma l'11 marzo del 1917 sotto la direzione del Maestro Antonio Guarnieri.
Il plot narrativo si basa sostanzialmente su una serie di sensazioni (anzi impressioni) percepite dal compositore attraverso l'osservazione di quattro note fontane cittadine in quattro momenti diversi della giornata. 

La Fontana di Valle Giulia all'alba (Andante Mosso) - La melodia dell'oboe sembra rincorrere un motivo popolare, a cui risponde un altro "canto", quello del clarinetto, evocando così un paesaggio pastorale sul fare del giorno. Si tratta di un quadretto di chiaro impianto impressionista, mosso dall'ondeggiare sottotraccia degli archi che, qua e là, sembrano lasciare emergere motivi arcaici. Tra i referenti coloristici (ma anche armonici), la scuola francese del primo Novecento (Debussy in testa), ma anche quella scoria di verismo più sensibile alle suggestioni d'Oltralpe (Puccini).



La Fontana del Tritone al mattino (Vivo, Un poco meno allegretto, Più vivo gaiamente) - La fontana del Bernini che quasi si anima di creature plastiche, pronte a danzare tra gli spruzzi. L' "impressione" è resa in maniera eloquente dallo squillo di tromba e dallo zampillio imitato dal registro alto dei legni. E' un movimento di danza che tiene conto della lezione del Tchaikovskij coreutico, ma anche dell'Holst de I pianeti (Mercurio, il messaggero alato). Da non trascurare una vena leggera, riconducibile al Richard Strauss più leggiadro e meno imponente.



La Fontana di Trevi al meriggio  (Allegro moderato, Allegro vivace, Più vivace, Largamente, Calmo) - Si palesa, già dalle primissime battute, un tema solenne, retorico... in una parola "straussiano" (un'anticipazione di quanto ascolteremo nell'episodio apicale de I pini presso una catacomba da I pini di Roma). Eppure, al di là del disegno tematico deciso, l'attività contrappuntistica dei fiati vivacizza ulteriormente questa pagina, mentre "sotto" agisce instancabile l'ipercinetico cromatismo degli archi dal DNA a tratti wagneriano. L'eclettico Respighi parla anche Tedesco (oltre che Russo e Francese).



La Fontana di Villa Medici al tramonto (Andante, Meno mosso, Andante come prima) - Siamo nell'ora della nostalgia, quindi ci vuole un motivo che si sviluppi a poco a poco con passo indefinito, solleticando soluzioni melodiche di sapore cromatico. Partono gli archi, a ruota i legni in un'atmosfera quasi onirica, sognante. Respighi, per inscenare al meglio un simile clima, si affida all'esperto ABC di Debussy e Ravel. Il descrittivismo dell'evento trasmette una natura che si affievolisce fino al silenzio. Anticipazioni di disegni musicali ideali per la futura colonna sonora. Tracce di sonorità paleocinematografiche indicano una strada che porta a future stazioni. Una di queste si chiamerà Nino Rota.
[Riccardo Storti]

 

Credit fotografico: Antonio Passaseo

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