venerdì 31 dicembre 2010

ROMANIA: George Enescu, un compositore da riscoprire

La musica - cosiddetta... - classica della Romania vanta un compositore di indubbio valore ma non inflazionato in fatto di notorietà: George Enescu. Il suo nome è legato alle due Rapsodie Rumene, ma anche all'attività di interprete violinista. Proviamo, grazie ai potenti mezzi donatici da Youtube, a stilare una breve retrospettiva focalizzando l'attenzione sulla sua opera.

Partiamo dall'ineludibile Rapsodia Rumena n. 1 (1901) domata dalla mirabile bacchetta di Arturo Toscanini:


A seguire la Rapsodia Rumena n. 2 (1902):


Antesignano delle due rapsodie è il Poema Rumeno del 1897, una pagina certamente dimenticata ma da non trascurare per comprendere l'attitudine al collage di Enescu, circa l'assemblaggio dei prestiti popolari vivi nella propria musica:


Nella musica da camera, rifulge il
Conzertstück per viola e pianoforte (1906) gradevole sia per il piglio moderno ma, al tempo stesso, legato ad alcune ascendenze "locali" di evidente marca transilvana:


Pur senza escludere a priori le radici del melos popolare rumeno, le tre Suite per pianoforte (1897-1916), invece, , suonano oggi come chiare anticipazioni di una sensibilità "neoclassica" non ancora emersa chiaramente nel panorama europeo. Eccovi la prima:


Chiudiamo con l'interprete, il Maestro di violino, qui alle prese con
la Partita No.1 in Si minore BWV 1002:


Prima di lasciarvi, alcuni link:
- La International Enescu Society, ente preposto alla valorizzazione del musicista (in Inglese)
- Il Festival Internazionale a lui dedicato (sito in Rumeno e Inglese)
Curiosità: lo sapevate che la località che gli ha dato i natali (Liveni) oggi si chiama...George Enescu? Lì potete anche visitare la "Casa Memoriala" dell'artista.

mercoledì 29 dicembre 2010

ROMANIA: le regioni "musicali"

Diamo un'occhiata alla carta e selezioniamo le regioni. In ogni zona, una musicalità del tutto particolare, capace di convogliare secoli di influenze disparatissime (slave, turche, latine, germaniche) dagli esiti sorprendenti.
Nel Banato abituiamoci al suono del violino...il virtuoso Efta Botoca


In Bucovina, invece, domina il suggestivo suono del Flauto di Pan, portato in auge da Gheorghe Zamfir:


In Muntenia, ai confini con la Bulgaria, protagonista è la fisarmonica:


Influenze turche sulle sponde del Mar Nero, in Dobrugia:


Da non trascurare le bande di ottoni dei "lautari" della Moldavia/Bessarabia:


"Lautari" che si possono trovare anche in Bucovina:


In Crişana, tra le montagne, si possono udire vivaci orchestre da ballo:


Da non trascurare l'ancestrale tradizione vocale in Maramureş...


...e le danze in Oltenia:


Dulcis in fundo, la Transilvania in tutta la sua scoppiettante esuberanza ritmico-armonica:

domenica 5 dicembre 2010

Zoltán Kodály: ascoltando l'essenziale


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Zoltán Kodály e le sue danze

La produzione dell'ungherese Zoltán Kodály mostra subito una chiara e diretta individuazione sonora anche grazie ad una comunicatività che non ama intermediazioni e necessarie glossature. Nelle sue composizioni c'è l'Ungheria dei pastori e dei contadini, delle melopee sotterranee che si mostrano come l'ultimo appiglio orientale nel cuore dell'Europa. Proponiamo qui di seguito alcune pagine tra le più indicative. Buona visione d'ascolto.

Le
Danze di Galànta interpretate dalla Rajkò Orchestra nella suggestiva ambientazione della sinagoga di Budapest.


La versione pianistica delle Danze di Marosszék dalle dita del grande pianista magiaro György Sándor.


Il quinto movimento (Intermezzo) dalla Hary Janos Suite: lì c'è il suono del cymbalom...

martedì 9 novembre 2010

Béla Bartók: ascoltando l'essenziale

Tratto dalla rete

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Béla Bartók e le danze popolari rumene

Ieri ci siamo dedicati all'ascolto della musica magiara ed abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul massimo compositore ungherese del Novecento, Béla Bartók. In particolar modo abbiamo passato al vaglio le Danze popolari rumene composte nel 1915, su materiale musicale transilvano. E' stato oltremodo appassionante scorgere e scorrere varie interpretazioni in un caleidoscopico gioco di variazioni timbriche. Ne approfittiamo per inserire in questo spazio la girandola bartokiana attorno a questa pagina tanto memorabile, quanto paradigmatica, della produzione musicale dell'artista.

Partiamo con la versione "primigenia" per pianoforte "toccata" direttamente dall'autore (una vera chicca!)


Passiamo a quella per orchestra ridotta, nella magica interpretazione di Georg Solti:


Intrinseche sottolineature virtuosistiche nella versione per pianoforte e violino (da notare la bravissima Katica Illenyi):


Chiudiamo con tre trattamenti "folk". La Klezmer All Star Clarinet Gang:


La Rajko Orchestra, nella suggestiva cornice della Sinagoga di Budapest:


Infine quei pazzi scatenati della Taraf de Haidouks:


lunedì 25 ottobre 2010

Gustav Mahler e la musica popolare

Oggi di questo si è discusso a lezione e abbiamo avviato un percorso d'ascolto assai interessante. Vi lascio qui sotto alcuni materiali "probanti":

Urlicht tratto da Des Knaben Wunderhorn qui nella magistrale interpretazione di Maureen Forrester guidata da Glenn Gould



Sempre da Des Knaben Wunderhorn il lied Es sungen drei Engel in un concerto che festeggiava proprio a Kaliště (città natale di Mahler) i 150 anni della nascita.



Quanto ai presumibili rapporti con la musica klezmer, vale ascoltare la "marcia funebre" del 3° movimento della Sinfonia n. 1, qui nell'interpretazione indimenticabile dei Wiener Philharmoniker diretti da Leonard Bernstein.



E chiudiamo -per cogliere qualche assonanza di più - con un brano del Klezmer Trio

25 ottobre 2010...si ricomincia

L'appuntamento è oggi alle 17.00. Prima lezione...si parte da Gustav Mahler e i suoi rapporti con il mondo musicale (sotterraneo e "popolare") della Mitteleuropa. Buon ascolto.