sabato 13 dicembre 2014

NIKOLAJ RIMSKIJ-KORSAKOV. Sinfonia n. 1 in Mi minore, op. 1.

Scritta tra il 1861 e il 1865, si tratta di un lavoro passato sotto l'attenta guida del maestro Balakirev. La prima a San Pietroburgo nel dicembre del 1865. Rimskij-Korsakov, però, la revisionò, tanto che noi oggi ascoltiamo l'edizione del 1884 (che passa dalla tonalità di Mib minore a Mi minore).
I primi schizzi prima del 1859, anno in cui il suo maestro di composizione, Theodore Camillé, lo mette in contatto con Balakirev, che lo invita a scrivere il primo movimento. Nel 1862, Rimskij è un ufficiale della marina zarista che viaggia in lungo e in largo per il globo: sulla nave, durante i momenti di libertà, mette mano ad una partitura che cresce giorno dopo giorno; durante un breve soggiorno in Inghilterra, compone il movimento lento. Tornato a San Pietroburgo, aggiunge il Trio allo Scherzo e completa il lavoro che verrà accolto con successo.
Tra le fonti di ispirazione, in primis la Sinfonia Fantastica di Berlioz e il Manfred e la Sinfonia n. 3 di Schumann, quindi la Jota Aragonesa di Glinka, l'ouverture Re Lear di Balakirev.


LARGO ASSAI- ALLEGRO (00' 00") - Attacco quasi brahmsiano. Nonostante Cui definisca quest'opera la "prima sinfonia russa", qui si sente profumo di Germania. E' un Largo agitato da qualche ricordo beethoveniano stemperato di Sehnsucht romantica. Il soffice lavorio di legni e archi si apre verso l'Allegro bitematico. Il primo motivo è baldanzoso e mosso, ritmicamente, da figure semplici, brevi e ripetute; il secondo episodio ha un profilo più "cantabile" affidato al clarino e ripreso dagli archi. Siamo dentro la forma sonata. Pur timidamente, l'approccio alla presunta materia russa risulta ancora superficiale, forse a causa di un bitematismo piuttosto scolastico ma da cui è già possibile intravedere un gusto assai personale per soluzioni coloristiche originali.

ANDANTE TRANQUILLO (09' 58") - Siamo al movimento lento. Il tema - fornito con entusiasmo filologico da Balakirev - si basa sulla melodia di una canzone popolare (Pro Tatarski Polon ovvero I prigionieri tatari). Il melos russo si inserisce con naturalezza nello standard libero, rapsodico e arioso del secondo movimento: umori simili si possono già riscontrare nelle pagine contemporanee di Borodin e diverranno ingrediente prioritario dei futuri quadri sinfonici. Da un lato si assiste al rispetto per la tradizione sinfonica, mentre dall'altro si avverte il tentativo di rinnovare musicale colto con additivi popolari. Negli episodi più lirici non mancano similitudini con il Tchaikovskij della Sinfonia n. 2.

SCHERZO. VIVACE, TRIO (19' 47") - Scatti scherzosi memori della Sinfonia n. 9 di Beethoven attenti, però, ad una centralità melodica dal profilo quasi coreutico. Siamo al cospetto di una pagina scolastica e giovanile, ma vale la pena non sottovalutare il felice gioco di incastri e dosature dinamiche, quasi sprigionate dal controllo di un compositore maturo (ma stiamo parlando di un giovane artista... ).
Il Trio si regge su un apparato melodico assai semplice: una sorta di dialogo tra gli archi e i legni, animato dallo spirito della variazione.

ALLEGRO ASSAI (24' 43") - Finale in linea con i protocolli della classicità tardoromantica con qualche licenza: Rimskij sviluppa temi quasi cantabili, vagamente russi in un susseguirsi di contrasti nel rispetto della forma sonata. Da evidenziare il pregevole lavoro - pur ancora acerbo - armonico, avviato da un brillante gusto contrappuntistico tra fughe, sviluppi e trame imitative, il tutto al ritmo di un dondolante 3/4. Sul versante timbrico, le classi strumentali assumono ruoli ben precisi che tendono a definirsi battuta dopo battuta, come se prendessero in consegna le note assegnate dal compositore. Lo scopo? Valorizzarle al massimo attraverso il timbro più adatto. Siamo solo all'inizio e, forse, abbiamo già scoperto il segreto dell'opera di Rimskij-Korsakov. [Riccardo Storti]

3 commenti:

gino ha detto...

mi sembra una sinfonia molto valida, anche se giovanile, perché come già scritto, apprezzo la musica che caratterizzi l'autore, che abbia una identità e non che questa assomigli a questo e quello o ricordi altri brani
Korsakov è per me un compositore riconoscibile e , a dispetto degli altri partecipanti al corso, migliore di Tchaikovsky

gino ha detto...

buona musica anche se opera giovanile; io preferisco quegli autori dallo stile riconoscibile e non quelli che possono somigliare a questo e quello

gino ha detto...

come le avevo già espresso, apprezzo quegli autori con caratteristiche personali, riconoscibili e che non facciano dire "assomiglia a, qui si sente ..."
pertanto GRANDE Rimsky che anche in queste opere giovanili ( conoscevo solo le più eseguite ) ci da quasi un suo biglietto da visita
grazie per avermene dato l'occasione
Gino