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sabato 17 ottobre 2015

CHI HA PAURA DELLA MUSICA DEL NOVECENTO?

E con questo titolo, vi annuncio il nuovo corso di Storia della Musica che, anche  quest'anno, continuerò a tenere presso l'Unitre di Sampierdarena dal mese di novembre 2015 a maggio 2016. Eccovi gli argomenti che verranno trattati nel corso dell'anno accademico.

Percorsi tematici del Novecento.
 • Musiche da vedere: l'impressionismo musicale (Debussy, Ravel e Satie).
Musiche nere: il jazz entra in orchestra (Gershwin).
Musiche in guerra: compositori in trincea (Sostakovich, Britten e Messiaen).
Musiche popolari: nazionalismo o globalizzazione? (Bartók e Janaček)
Musiche "classiche" eppure "moderne": nuove sinfonie e nuovi classicismi (Stravinskij e Respighi).
Musiche globali: oltre l'Europa (Sud America, Mediterraneo, Africa, India e Oriente).
Musiche celesti: spiritualità e sacre sinfonie del tempo (Gorecki e Battiato).
Musiche al cinema: la colonna sonora (Morricone, Barry e Williams).
Musiche "non musiche": la raffinazione del pop e le sue contaminazioni (il caso del progressive rock).
Musiche "oltre": avanguardia, elettronica, minimalismo e postmodernismo (Glass, Riley, Eno e Pärt).


domenica 10 giugno 2012

SHOSTAKOVICH: Sinfonia n. 7 in Do maggiore (Op. 60, detta "Leningrado")

Estate 1941. I nazisti cominciano a circondare Leningrado. Poi arriverà l'autunno, quindi l'inverno per un lungo, lunghissimo assedio che durerà oltre 900 giorni. In quelle dure giornate del 1941, di guardia presso l'Osservatorio, c'è un giovane musicista, poco più che trentenne. Si chiama Dmistri Shostakovich e sta mettendo mano al suo capolavoro sinfonico ovvero l'Op. 60, la Sinfonia n. 7 detta Leningrado.
Eccovi, pertanto, alcune risorse che possano aiutarvi a conoscere meglio questa inestimabile opera non solo di valore artistico, ma anche storico e - perché no? - civile.
- L'evoluzione della Sinfonia (da Wikipedia)
- Analisi approfondita
- Una veloce sintesi bio-artistica di Shostakovich

Qui potete, invece, "vedere" la prima parte della Sinfonia da youtube (Barcelona Symphony Orchestra diretta da Pablo González).


lunedì 7 maggio 2012

JOHANNES BRAHMS: Sinfonia n. 1 in Do minore, Op. 68

E dopo Mendelssohn, è toccato a Brahms... almeno per quanto abbiamo svolto nel nostro corso, ormai giunto quasi alla sua conclusione.
Vi passo, pertanto, alcune utili risorse per assaporare al meglio questo caposaldo della storia della sinfonia, ovvero la Prima di Brahms:

- Guida all'ascolto
- Partitura, spartiti singole voci e clip audio (dalla Petrucci Music Library)
- Da un 78 giri... direzione di Stokowski (da Archive.org)

Vederla? Ma certo... versione integrale postata su youtube, sotto la direzione del Maestro Carlo Maria Giulini alla testa dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia (anno 1988). Buona visione

FELIX MENDELSSOHN BARTHOLDY: Sinfonia n. 4 in La maggiore n. 80 detta "L'Italiana"

Eccovi un breve prontuario di risorse per seguire questo famoso capolavoro di Mendelssohn, la Sinfonia Italiana:
- una video guida
- Guida all'ascolto "critica"
- Partitura in formato PDF
- L'Italia vista da Mendelssohn da Musica Colta
Per concludere, l'integrale tutta da vedere nei gesti e nelle bacchettate di Georg Solti... buona visione

martedì 6 marzo 2012

HECTOR BERLIOZ: Sinfonia Fantastica, op. 14

Cari amici, eccovi un po' di materiali relativi al grande capolavoro berlioziano:

- la voce di Wikipedia con tanto di programma

- la partitura da scaricare

- altra pagina con la partitura (dal sito ufficiale su Berlioz)

- Guida all'ascolto

- Sito del Museo Hector Berlioz a La Côte-Saint-André

- Il trattato di Berlioz Grand traité d'instrumentation et d'orchestration modernes (clicca su PDF)

- INTERPRETAZIONI STORICHE: Cleveland Orchestra, Artur Rodzinski (Columbia 78gg. 1941)

- INTERPRETAZIONI STORICHE: Willem van Otterloo; Berlin Philharmonic Orchestra (Berliner Philharmoniker) (per ottenere lo zip con gli mp3, cliccare qui)

E, per concludere, due grandi interpretazioni: quella di Charles Minch alla guida Boston Symphony Orchestra:

e quella di Leonard Bernstein, alla testa della Orchestre National de France:

giovedì 19 gennaio 2012

sabato 3 dicembre 2011

MOZART. Sinfonia n. 38 in Re maggiore K. 504 detta Praga

Praga, magica città musicale. Ho avuto la fortuna di visitarla qualche anno fa e, per l'occasione, scrissi anche un reportage per Mentelocale, con tanto di fotografie. Ma è della Praga musicale che volli parlare, quindi Mozart divenne uno degli oggetti prediletti del mio articolo - in due parti (parte 1 - parte 2).
Nel 1787 Mozart si reca a Praga: è ospite presso la Bertramka, casa di campagna dell'amico (e compositore) Jan Dussek, residenza dove oggi si trova il museo mozartiano (purtroppo - speriamo momentaneamente - chiuso al pubblico... gustiamocela in fotografia). Lì comincia a dare vita ai fantasmi del Don Giovanni e, con molta probabilità, alla sinfonia Praga.
Tripartita (all'Italiana, si direbbe... ), breve ma tutt'altro che sbrigativa, anzi... Solida ed energica come lo stile viennese consiglia, priva di Minuetto (quasi a sottolineare il mix di solennità ed intima drammaticità), la Praga è la sinfonia transitoria verso gli ultimi 3 capolavori del genere (Canto del Cigno, la n. 40 e la Jupiter). Scorgiamo un gesto sinfonico teatrale dalla trazione quasi narrativa, pilotato da un gusto - di fatto - pre-ottocentesco. Nell'Adagio introduttivo si percepiscono già i tenui lucori dell'opera che sta per crescere (sì, il Don Giovanni). Ma l'ampiezza dello spettro melodico raggiunge il massimo nell'Andante: 10 minuti in bilico tra una voce idilliaca e un'altra più turbata, al limite della tragicità. C'è una ricerca dell'equilibri attraverso la forma che ritroveremo solo più tardi, verso la fine del XIX secolo in compositori come Brahms. Il ritmo ternario, poi, fa assomigliare questo movimento ad un Rondò, ma l'ariosità guarda avanti, ad un mondo sinfonico dietro all'angolo. Non c'è ancora ma si fa già sentire. Vero, Ludwig?
Ecco l'Andante nell'interpretazione di Sir Charles Mackerras alla testa della Prague Chamber Orchestra.

MOZART. Sinfonia n. 36 in Do maggiore K. 425 detta Linzer o "di Linz"

Altra sinfonia occasionale e, come accadde per divertimenti, cassazioni e serenate, il comparto orchestrale mette al centro fiati e timpani. La commissione, questa volta, giunge dal Conte Thun (amico di Amadeus) della città austriaca di Linz (in fotografia potete ammirare proprio la casa di Mozart). Il tratto mozartiano va rilevato nella convergenza di opposti: serenità v/s malinconia; leggiadria v/s eroismo. Sostanzialmente un omaggio allo stile haydniano, la Linz si lascia apprezzare subito già dal primo movimento proprio per queste caratteristiche ma, nonostante la pressante spontaneità comunicativa, non diamo nulla per scontato... Vi lascio una convincente interpretazione dei Wiener Philharmoniker diretti da Carlos Kleiber.

MOZART. Sinfonia n. 35 in Re maggiore K. 385 detta Haffner

Il nostro viaggio sinfonico intorno a Mozart sarà limitato alle ultime sole 6 sinfonie scritte tra il 1782 e il 1788 (con esclusione della "minore" K. 444).
Alla radice della "Haffner" c'è una serenata che, una volta arricchita dei movimenti, divenne - di fatto - una sinfonia in piena regola. E quella "serenata" era stata commissionata da un signorotto salisburghese di nome, appunto, Haffner.
La "Haffner" è una sinfonia densa, complessa, dal respiro polifonico e dell'attitudine contrappuntistica. Costruita intorno alla forma sonata (eccetto per il Minuetto), la sinfonia è figlia della tradizione tedesca di Bach (e figli) e di Händel. Basta ascoltare l'iniziale dell'Allegro con spirito per accorgercene. Il passo è quello dell'ouverture francese, un briciolo pomposa ma dall'inequivocabile ductus contrappuntistico. Dove sta la marcia in più mozartiana? Nei salti d'intervallo, nelle metamorfosi melodiche e nelle sottigliezze dinamiche.

Per verificare, eccovi un'emozionante interpretazione curata dalla bacchetta di Karl Böhm:

giovedì 27 ottobre 2011

Parte da Mannheim la rivoluzione sinfonica

Mannheim, una città tedesca che divenne assai importante nei primi decenni del Settecento, quando, nel 1720, il principe Carlo III Filippo spostò il capoluogo del Palatinato da Heidelberg presso la nuova sede. Il sovrano si dimostrò assai munifico nella promozione di eventi artistici, rivelandosi un abile e capace mecenate. In questo ambiente così ricettivo, anche la musica trovò un congeniale habitat, tanto che, in breve tempo, giunsero compositori ed esecutori da tutta la Mitteleuropa. Tale entusiastica proliferazione spiega la nascita di una delle scuole musicali più importanti nell'evoluzione storica della sinfonia. La Scuola di Mannheim rappresenta l'ideale connettore tra la pratica strumentale barocca e il futuro classicismo di Haydn e Mozart. Grazie ad una delle orchestre più dotate d'Europa, a Mannheim la sinfonia scorge il proprio perfezionamento sia attraverso il rigore formale, sia per mezzo di un gusto rinnovato. Scrittura e ricerca timbrica camminano di pari passo, lungo un percorso di tre generazioni di musicisti. Nel 1778, a seguito dello spostamento della corte palatina da Mannheim a Monaco di Baviera, l'orchestra si sciolse e con lei tutto il fervore sperimentale che ebbe il merito di innescare. Ma, ormai, il sasso nello stagno era stato gettato...
Il capostipite della scuola fu il boemo Johann Stamitz; altri rilevanti esponenti furono l'austro-moravo Franz Xaver Richter, l'italiano Alessandro Toeschi e il figlio Carlo Giuseppe (nato a Monaco), il viennese Ignaz Jacob Holzbauer, il bavarese Anton Filtz, i locali Franz Ignaz Beck, Ignaz Fränzl e Christian Cannabich.

GIOVANNI BATTISTA SAMMARTINI, il precursore

Giovanni Battista Sammartini (1700-1775), meneghino, vero e proprio precursore della sinfonia moderna, prima delle sistemazioni mannheimeriani, in una Milano naturalmente europea, territorio di caccia creativa, in principio, del più piccolo dei figli di Bach (Johann Christian), poi, di Mozart. Eccovi un breve ascolto dalla Sinfonia in Re maggiore: la sinfonia di Sammartini come prototipo evolutivo concerto grosso? Può essere, grazie ad episodi solistici sempre più autonomi, ma ancora legati alle prassi del concertino. Emerge una scrittura sorvegliata, razionale, pur nel libero flusso di fraseggi delicati e raffinati.


mercoledì 26 ottobre 2011

La Sinfonia: come è fatta?


Prima di tutto, mi preme segnalarvi un documento in PDF - scaricabile senza problemi - assai esaustivo per quanto riguarda le forme musicali in generale, ubicato sul sito di materiale didattico L'Ora di Musica e curato dal professor Bernardino Cagliero della Scuola Media di Moretta (CN). Potete visionare il file qui.
La sinfonia, generalmente, è formata da quattro movimenti:
1° mov - un Allegro in "forma sonata"
2° mov - "lento" (Adagio o Largo) dall'andamento libero e dalla forma bipartita. Talvolta il compositore può servirsi anche del Tema con variazioni
3° mov. - è un tempo di origine danzante; di solito un Minuetto; da Beethoven in poi il suo nome (insieme alla velocità metronomica) muterà in Scherzo.
4° mov.: un Allegro o un Presto in "forma sonata". In alternativa: un Rondò o un tema con variazioni o una Fuga.
Lo schema non viene mai applicato rigidamente, tanto che, nel corso della storia della musica, abbiamo assistito a svariate combinazioni (penso alle sinfonie in 5 movimenti di Mahler, la 6a di Beethoven, la Fantastica di Berlioz).

PRONTI, POSTI, VIA! ...sinfonicamente...

Ed anche quest'anno si riparte. E si tocca il mondo della sinfonia dalle settecentesche origini alla contemporaneità. La sinfonia, un camaleonte. Lo stesso vocabolo ha sempre assunto significati diversi da periodo a periodo. Nel Barocco adempiva a funzioni introduttive (caratteristica che manterrà in ambito operistico, prima che si trasformasse in ouverture); nel Settecento è il risulto quintessenziale (anche) di quell’elaborazione concettuale denominata come “forma sonata”; il Romanticismo ottocentesco le offrirà la palma di genere paradigmatico per ampi itinerari seriali; i musicisti del Novecento ne sfrutteranno le ampie e (ormai) dilatate prospettive per sperimentare un linguaggio in continuo movimento. Per arrivare fino agli Stati Uniti d’America, alle soglie del nuovo millennio, quando ci sarà ancora un compositore – il minimalista Philip Glass – ad incamerare il gusto facile e diretto della melodia in una prospettiva strutturale che può ancora chiamarsi “sinfonica”.
Il nostro viaggio si fermerà presso stazioni ben precise ed ineludibili
: i nomi fermi sono quelli di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Berlioz, Mendelssohn, Brahms, Tchaikovskij, Dvořák, Mahler, Šostakovič e - appunto - Glass. Qui, sul blog, qualche consiglio d'ascolto che male mai non fa... Buon divertimento...