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domenica 1 febbraio 2015

NIKOLAJ RIMSKIJ-KORSAKOV. La Grande Pasqua Russa op. 36

Come sempre, affidiamoci alle sapienti mani del Maestro Barbara Polacchi.
La sua guida su La Grande Pasqua Russa risulta veramente dettagliata e ricca di approfondimenti. Cliccate qui e seguite riga per riga, nota per nota.




Circa una interpretazione video di qualità, consiglio questa:

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sabato 31 gennaio 2015

NIKOLAJ RIMSKIJ-KORSAKOV. Capriccio Spagnolo, op. 34

Tutto quello che serve, è qui... Complimenti alla bravissima Barbara Polacchi per la sua preziosissima guida.
Cliccate qui per leggere le indicazioni di ascolto.











A completamento, indico un'interpretazione di valore, quella di Zubin Metha:

 Piccola chiosa su due brani antesignani di un altro russo che musicò la Spagna, ovvero il padre della musica nazionale russa, Mikhail Glinka. A lui si devono due composizioni che potete "videoascoltare" da Youtube:
 - Jota Aragonesa (qui diretta da Toscanini)
-  Notte a Madrid

sabato 13 dicembre 2014

NIKOLAJ RIMSKIJ-KORSAKOV. Sinfonia n. 1 in Mi minore, op. 1.

Scritta tra il 1861 e il 1865, si tratta di un lavoro passato sotto l'attenta guida del maestro Balakirev. La prima a San Pietroburgo nel dicembre del 1865. Rimskij-Korsakov, però, la revisionò, tanto che noi oggi ascoltiamo l'edizione del 1884 (che passa dalla tonalità di Mib minore a Mi minore).
I primi schizzi prima del 1859, anno in cui il suo maestro di composizione, Theodore Camillé, lo mette in contatto con Balakirev, che lo invita a scrivere il primo movimento. Nel 1862, Rimskij è un ufficiale della marina zarista che viaggia in lungo e in largo per il globo: sulla nave, durante i momenti di libertà, mette mano ad una partitura che cresce giorno dopo giorno; durante un breve soggiorno in Inghilterra, compone il movimento lento. Tornato a San Pietroburgo, aggiunge il Trio allo Scherzo e completa il lavoro che verrà accolto con successo.
Tra le fonti di ispirazione, in primis la Sinfonia Fantastica di Berlioz e il Manfred e la Sinfonia n. 3 di Schumann, quindi la Jota Aragonesa di Glinka, l'ouverture Re Lear di Balakirev.


LARGO ASSAI- ALLEGRO (00' 00") - Attacco quasi brahmsiano. Nonostante Cui definisca quest'opera la "prima sinfonia russa", qui si sente profumo di Germania. E' un Largo agitato da qualche ricordo beethoveniano stemperato di Sehnsucht romantica. Il soffice lavorio di legni e archi si apre verso l'Allegro bitematico. Il primo motivo è baldanzoso e mosso, ritmicamente, da figure semplici, brevi e ripetute; il secondo episodio ha un profilo più "cantabile" affidato al clarino e ripreso dagli archi. Siamo dentro la forma sonata. Pur timidamente, l'approccio alla presunta materia russa risulta ancora superficiale, forse a causa di un bitematismo piuttosto scolastico ma da cui è già possibile intravedere un gusto assai personale per soluzioni coloristiche originali.

ANDANTE TRANQUILLO (09' 58") - Siamo al movimento lento. Il tema - fornito con entusiasmo filologico da Balakirev - si basa sulla melodia di una canzone popolare (Pro Tatarski Polon ovvero I prigionieri tatari). Il melos russo si inserisce con naturalezza nello standard libero, rapsodico e arioso del secondo movimento: umori simili si possono già riscontrare nelle pagine contemporanee di Borodin e diverranno ingrediente prioritario dei futuri quadri sinfonici. Da un lato si assiste al rispetto per la tradizione sinfonica, mentre dall'altro si avverte il tentativo di rinnovare musicale colto con additivi popolari. Negli episodi più lirici non mancano similitudini con il Tchaikovskij della Sinfonia n. 2.

SCHERZO. VIVACE, TRIO (19' 47") - Scatti scherzosi memori della Sinfonia n. 9 di Beethoven attenti, però, ad una centralità melodica dal profilo quasi coreutico. Siamo al cospetto di una pagina scolastica e giovanile, ma vale la pena non sottovalutare il felice gioco di incastri e dosature dinamiche, quasi sprigionate dal controllo di un compositore maturo (ma stiamo parlando di un giovane artista... ).
Il Trio si regge su un apparato melodico assai semplice: una sorta di dialogo tra gli archi e i legni, animato dallo spirito della variazione.

ALLEGRO ASSAI (24' 43") - Finale in linea con i protocolli della classicità tardoromantica con qualche licenza: Rimskij sviluppa temi quasi cantabili, vagamente russi in un susseguirsi di contrasti nel rispetto della forma sonata. Da evidenziare il pregevole lavoro - pur ancora acerbo - armonico, avviato da un brillante gusto contrappuntistico tra fughe, sviluppi e trame imitative, il tutto al ritmo di un dondolante 3/4. Sul versante timbrico, le classi strumentali assumono ruoli ben precisi che tendono a definirsi battuta dopo battuta, come se prendessero in consegna le note assegnate dal compositore. Lo scopo? Valorizzarle al massimo attraverso il timbro più adatto. Siamo solo all'inizio e, forse, abbiamo già scoperto il segreto dell'opera di Rimskij-Korsakov. [Riccardo Storti]

sabato 29 novembre 2014

Dargomyžskij! Chi è costui?

Quando si parla di musica russa dell'Ottocento, lo si dimentica spesso. Anzi, aggiungo senza remore: lo si ignora. Si parte con Glinka e poi si salta ai Cinque, di cui, però, se ne ricordano solo 3 ("Allora... Musorgskij, Rimskij-Korsakov, Borodin... e gli altri 2?"... il pedante di turno sbotta: "Balakirev e Cui!")
Tra Glinka e i Cinque, c'è lui:  Aleksander Sergeevič Dargomyžskij, soprattutto operista. Ma anche ideologo musicale. Sentite che scriveva all'epoca: "I suoni debbono valere come espressione musicale della viva parola. Io voglio in ogni momento la verità" (tratto da Pestalozza, La scuola nazionale russa, Milano, Ricordi, 1958, pag. 55.)
Il buon Dargomyžskij punta ad un'opera nazionale russa e la coralità russa tradizionale del popolo è l'elemento centrale di tutta la sua produzione musicale. Tale fulcro diventerà nodale e imprescinbile per la crescita dei Cinque: pensiamo al poema sinfonico di Balakirev, alle sinfonie di Borodin e all'esotismo di Rimskij-Korsakov. L'approccio corale non è solo una questione vocale ma anche di prassi orchestrale, questa la lezione più cogente di Dargomyžskij, il cui erede sarà Musorgskij. Sì, dietro al Boris si nascondono la Rusalka e Il convitato di pietra.
Ma Dargomyžskij ci sapeva fare anche con le comnposizioni strumentali per orcherstra. Lo si era già notato in Rusalka:




Inoltre il compositore fu uno dei primi a dedicare una pagina musicale alla strega Baba Yaga, figura assai popolare dell'immaginario slavo, prima di Musorgskij e Ljadov.




Buona visione e buon ascolto!

martedì 11 novembre 2014

In compagnia di Nikolaj... quest'anno si vola con il calabrone

Ci siamo quasi. Martedì 18 novembre inizia il nuovo corso di Storia della Musica presso l'Unitre di Genova. Quest'anno siamo in Russia e ci dedicheremo al magistero sonoro di Nikolaj Rimskij Korsakov... ma non solo.
Per completezza, vi passo il programma, sicuro di incontrarvi nuovamente - come sempre - numerosi ed entusiasti.

L'inventore del "colore" in musica: la rivoluzione orchestrale di Nikolaj Rimskij-Korsakov.

·         Le sinfonie
·         I poemi sinfonici
·         Le suite strumentali dalle opere liriche
·         Altre composizioni strumentali
·         Rimskij-Korsakov orchestratore
·         Gli allievi russi: Glazunov, Ljadov, Taneev, Ippolitov-Ivanov, Lysenko, Kapp, Arenskij, Spendiaryan e Stravinsky.
·         L'influenza di Rimskij-Korsakov nella musica strumentale del Novecento (Respighi, Debussy, Ravel e Dukas).


 Nei prossimi giorni, come sempre, aggiungerò un po' di risorse per conoscere meglio il nostro eroe. [R.S.]