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martedì 4 gennaio 2011

ROMANIA: le fonti della Rapsodia Rumena n. 1 di George Enescu

Preparando la lezione sull'argomento, mi sono - presto - accorto che non esistono saggi in Italiano (ma nemmeno in Inglese o Francese o Tedesco) su quelle che sarebbero le fonti popolari utilizzate da George Enescu per l'elaborazione della sua prima Rapsodia Rumena.
Per fortuna c'è qualcosa in lingua rumena: si tratta di un file .doc depositato sulla piattaforma didactic.ro dalla collega Liliana Arteni (mulţumesc mult!).
Prima riascoltiamo la Rapsodia Rumena n. 1 nell'interpretazione di Sergiu Celibidache:


Ora cominciamo a risalire alla fonte: la prima è Am un leu şi vreau să-l beu


Quindi la danza moldava Hora lui Dobrică:


Mugur, Mugurel significa "piccola gemma" e qui la possiamo ammirare nell'interpretazione suprema del Taraf de Haidouks:


Invece Pasăre galbenă-n cioc è il "passero dal becco giallo":


Naturalmente non può mancare la celeberrima
Ciocârlia qui liberamente trattata (con zelo onomatopieco) dall'Orchestra Lăutarii.


Un'altra canzone è Banù Mărăcine (ascoltabile per 30 secondi su EMusic); purtroppo non ho trovato alcuna citazione di
Hai la moară.
Ovviamente sono gradite integrazioni e correzioni a questo post...Grazie

venerdì 31 dicembre 2010

ROMANIA: George Enescu, un compositore da riscoprire

La musica - cosiddetta... - classica della Romania vanta un compositore di indubbio valore ma non inflazionato in fatto di notorietà: George Enescu. Il suo nome è legato alle due Rapsodie Rumene, ma anche all'attività di interprete violinista. Proviamo, grazie ai potenti mezzi donatici da Youtube, a stilare una breve retrospettiva focalizzando l'attenzione sulla sua opera.

Partiamo dall'ineludibile Rapsodia Rumena n. 1 (1901) domata dalla mirabile bacchetta di Arturo Toscanini:


A seguire la Rapsodia Rumena n. 2 (1902):


Antesignano delle due rapsodie è il Poema Rumeno del 1897, una pagina certamente dimenticata ma da non trascurare per comprendere l'attitudine al collage di Enescu, circa l'assemblaggio dei prestiti popolari vivi nella propria musica:


Nella musica da camera, rifulge il
Conzertstück per viola e pianoforte (1906) gradevole sia per il piglio moderno ma, al tempo stesso, legato ad alcune ascendenze "locali" di evidente marca transilvana:


Pur senza escludere a priori le radici del melos popolare rumeno, le tre Suite per pianoforte (1897-1916), invece, , suonano oggi come chiare anticipazioni di una sensibilità "neoclassica" non ancora emersa chiaramente nel panorama europeo. Eccovi la prima:


Chiudiamo con l'interprete, il Maestro di violino, qui alle prese con
la Partita No.1 in Si minore BWV 1002:


Prima di lasciarvi, alcuni link:
- La International Enescu Society, ente preposto alla valorizzazione del musicista (in Inglese)
- Il Festival Internazionale a lui dedicato (sito in Rumeno e Inglese)
Curiosità: lo sapevate che la località che gli ha dato i natali (Liveni) oggi si chiama...George Enescu? Lì potete anche visitare la "Casa Memoriala" dell'artista.

mercoledì 29 dicembre 2010

ROMANIA: le regioni "musicali"

Diamo un'occhiata alla carta e selezioniamo le regioni. In ogni zona, una musicalità del tutto particolare, capace di convogliare secoli di influenze disparatissime (slave, turche, latine, germaniche) dagli esiti sorprendenti.
Nel Banato abituiamoci al suono del violino...il virtuoso Efta Botoca


In Bucovina, invece, domina il suggestivo suono del Flauto di Pan, portato in auge da Gheorghe Zamfir:


In Muntenia, ai confini con la Bulgaria, protagonista è la fisarmonica:


Influenze turche sulle sponde del Mar Nero, in Dobrugia:


Da non trascurare le bande di ottoni dei "lautari" della Moldavia/Bessarabia:


"Lautari" che si possono trovare anche in Bucovina:


In Crişana, tra le montagne, si possono udire vivaci orchestre da ballo:


Da non trascurare l'ancestrale tradizione vocale in Maramureş...


...e le danze in Oltenia:


Dulcis in fundo, la Transilvania in tutta la sua scoppiettante esuberanza ritmico-armonica: